REGIONE LIGURIA: I CONIGLI FUGGONO. RIFONDAZIONE MUORE?

 

Ma non erano quelli del Partito dei Comunisti Italiani ad essere di destra: ad apparire come quelli che sostengono il centrosinistra anche a costo - come è successo in varie realtà locali, come a Genova - di azzerarsi?
A leggere Il Secolo XIX di martedì sei agosto non sembrerebbe: a pagina quattordici si trova un articolo - a firma V.G., presumibilmente Vincenzo Galiano - nel quale si annuncia che Alessandro Benzi, consigliere regionale ligure della Federazione della Sinistra in quota Rifondazione Comunista, lascia il suo partito per approdare nelle braccia di Nichi (s)Vendola.
Il perché di questo accadimento non è certamente recondito; nel 2015 si vota per il rinnovo dell’assemblea regionale, ed il Benzi cerca la rielezione: Rifondazione, con il Consiglio ridotto a trenta membri dai quaranta attuali, probabilmente non riuscirà ad avere alcun consigliere, pertanto è meglio accasarsi per tempo altrove.
Ma accanto alle sorti di questo ‘signore’ - che ha il solo merito di aver escluso il geometra Vincenzo Nesci detto Marco dalla politica attiva, che non pratica più dalla clamorosa e strameritata trombatura del 2010 -  c’è anche da valutare quale sarà il futuro dell’altro consigliere rifondarolo: il sestrino (abitante di Sestri Levante, in provincia di Genova) Giacomo Conti.
Costui - per il quale chi scrive non ha alcuna stima da molto tempo (chi volesse conoscere i dettagli di tanta acredine ha solo da chiederli: sarò ben lieto di fornirglieli) - già in momenti non sospetti, quando si trattò di decidere il candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri per la coalizione della destra moderata, si schierò con i sedicenti democratici; sin da subito indicò la sua preferenza per Fra Pierluigi da Bettola, in contrapposizione con il suo partito che invece spingeva per sostenere il leader di Sinistra Ecologia e Libertà: credo non ci voglia un genio per capire con chi si schiererà alla prossima tornata elettorale, alla ricerca della conferma del suo cadreghino.
A questo punto, la Federazione della Sinistra rischia seriamente, in tempi brevi, di ridursi alla sola rappresentanza assessoriale: sarebbe davvero comico se, alla fine della legislatura in corso, l’unico rappresentante federativo - quindi della cosiddetta estrema ‘sinistra’ - in Regione fosse lo spezzino di Arcola, assessore al lavoro, Giovanni Vesco detto Enrico del Partito dei Comunisti Italiani.

 

Genova, 07 agosto 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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